SCRIPTUMSLAM

Sullo sfondo accade di tutto di Valentina Gaglione

Archivi per il mese di “agosto, 2012”

Sorso dopo sorso

Sorso dopo sorso.

Sorso dopo sorso

Svaniscono i palazzi,

piante

e fruscio di rami

s’accarezzano nel buio.

Paradossi senza parole

affidano verità al mare

Esistono silenzi impercorribili,

se non li ascolti da dentro

non li senti

e se li ascolti

menti.

Seppure questa vita non valesse niente

la rivivrei lo stesso

in assaporare lento.

E’ questione di sorsi,

uno qua un altro la,

uno acerbo l’altro dolce.

E’ questione di sorsi e momenti

in cui allenti la mano

per spostarti lontano

in una stazione qualunque.

Fosse anche la mente

la regina del viaggio,

il godimento

elemento di coraggio,

un suono straziante nella city

è comunque un viaggio.

Nella secca aiuola

si consuma l’incenso,

lento stillicidio del vento,

guidato a percuote intimi timori

in uno spreco d’armonia

solo mia.

Qui i nostri mondi s’incontrano di rado

e il mio, estraniato

fuga lontano.

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

 

ZZZ…ANZZZ…ARE!!!

Sono certa, chiunque tu sia e qualunque posto occupi al mondo, di sicuro ti sarà capitato d’imbatterti in una battaglia (persa in partenza) con le zanzare. Instaurare un dialogo, credo sia impossibile, e poi chi lo conosce il zanzaresco? Ronzio e interpretazione, pare lo abbiano studiato alla filarmonica di Vienna, mentre il ritmo e la musica l’hanno appreso dal coro muto del film “il pap’occhio”, che se non hai visto consiglio di prenderne nota. Io mi trovo in Emilia e qui le zanzare sembrano venir fuori direttamente dal cast di jurassic park, il mio giardino somiglia ad una pista d’atterraggio, e mi sto intossicando con spuzzini talmente maleodoranti che “fanno schifo ad un piede”. Non si tratta delle famose zanzare tigre, sono Tiger Man in persona!!! Ma vogliamo parlare del fatto che scelgono i posti più assurdi per ciucciarti?

Sotto la pianta del piede, in mezzo al pollicione, tra le natiche, su una tetta… Così, metti che la sera devi uscire, con il caldo che fa, sei costretto a mettere la felpa pur di non far notare la discrepanza sostanziosa tra i due seni. Che poi, parliamoci chiaramente, il problema non è mio. In questo caso non ho neanche la speranza che possano convogliare due zanzare gemelle, all’unisono, una sulla tetta destra e l’altra sulla sinistra.

Vogliamo ancora discutere degli spray, non oleosi ma tanto puzzolenti che evitano lontanamente l’idea della possibilità di un contatto, fosse anche solo con un marziano? Ne vogliamo parlare? Accendiamo zampironi, torce e piante di citronella, manca solo la corona d’aglio al collo per poi accorgerci che gli unici stecchiti sono l’apparato respiratorio e l’uomo ragno, che porello passava casualmente di la. Per non parlare delle crisi di panico che le nostre acerrime nemiche riescono a causare in soggetti particolarmente ansiosi.

La madre di una mia amica non voleva assolutamente si accendessero le luci di sera, e puntualmente si andava a sbattere contro muri e affini.

Una notte rincorse la zanzatigre, senza riuscire a prenderla. La signora era strasicura che la mia amica uscisse apposta sul balcone a fumare, per poi lasciare la finestra aperta e far entrare la zanzara.

Per tutta la notte continuò ad accusarla -Mannaggia te! Tutta corpa tua… A prossima vota che te vedo fumà ner barcone e me lasci a finesta aperta, te faccio vede io!- Questo avveniva verso l’una di notte. Verso le cinque la follia era all’apice. Si rigirava nel lettuccio dove stavano in tre, lei la figlia e la zanzara…Accesa la luce, si rivolse alla figlia e con i nervi a pezzi le urlò -Avanti, alzati pure tu, mettiti a sistema’ casa, così te m’pari, no che mi devo mettere a combattere con la zanzara tua! Se non dormo io non dorme nessuno!- E comunque le ingorde ciucciatici, il giorno sono rilassatissime, le vedi sbattere contro i muri, belle gonfie, sembrano avere solo testa, e certo con quella panza tutto il resto è noia! Le rincorri ma loro sono più furbe, non se fanno beccà! E tu con il tuo schiaccia insetti percorri la casa per tutti i punti cardinali, esegui piroette, che neanche Carla Fracci concepirebbe, corri, metti i piedi sui tavoli, vai per le scale…ed è qui che avviene la tragedia, perché loro, continuano senza sosta a ronzarti attorno, mentre tu sei caduto riportando femore fratturato ed ematomi ovunque. Chiami aiuto, ti portano in ospedale, ti fanno una piccola operazione, ti ingessano e per il resto dell’estate, hai sempre in corpo una temperatura tra i 40°, ma pure con tutta l’ingessatura, impietosamente, senti qualcosa che s’intrufola dentro al gesso e zak, ti punge e non puoi neanche grattarti!

Ci vuole fegato per sentirsi come in un cartone di paperino e noi ce l’abbiamo!

Valentina Gaglione testo

Tutti i diritti riservati©

mantra jam voice no V words

Attaccati alla mente il lato accattivante

C’è bisogno di capire
l’Universo
i punti di una pista cifrata

Come le stelle
che possono ancora incantare
se i riflessi si perdono in mare

Sono parte di luce
punta di mosaico
virato

Che osa virare oltre le case
oltre le cose

Sono ciò che voglio essere
Urlo massacrante
o carezza ricorrente

Sono ciò che voglio essere
Urlo massacrante
o carezza ricorrente

Valentina Gaglione testo

Tutti i diritti riservati©

Effetto loto

Pietre rivoltate

sull’uscio del grembo

arrendono il pensiero

al richiamo di cose sparse

da rassettare in terreni giusti

Assetti lenti, lenti, lenti

fino a toccare il talamo

Alcova libera

di luce arancio

spicca sullo scibile

ed echi e mani si sfiorano

in forma di loto universale

Schiuso fiore

che ti offri al tutto

fa che il tutto non ti annienti

nutriti di musiche d’Oriente

mangia al soffio del vento

cedi i colori al richiamo di lontane chimere

e credici, mai sono state più vere.

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Image

Urgenze

Urgenze.

Urgenze

Non capire le urgenze

non trova perdono

Per strada,

un vecchio ha chiesto un abbraccio mai avuto

Nella notte,

in sosta davanti ai suoi occhi lucidi,

avrei dovuto dormire

forse fuggire

ma ugualmente ho odorato la vita

sul suo petto  triste, da scaldare.

Non gli ho detto -Vai vecchio, torno domani-

Perchè domani a volte non esiste

e quando esiste, non è la stessa cosa.

Ogni momento la pelle muta,

si adatta alle urgenze altrui

anche quando confusa, perde le origini del suo Dna,

anche quando il respiro è affannato,

il cuore strozzato e la paura  gonfia la via,

come unica bussola di viaggio.

Anche quando prova a credere

nell’ennesimo sogno ignorato,

la mia pelle non ignora.

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

foto di Marta Vandermaart by deviantART

Osservo e amo tutte le bocche

Osservo e amo tutte le bocche.

Osservo e amo tutte le bocche

Sul labiale dei recitanti

vi passeggia una gran vita.

Più di mille altre volte

osservo e amo tutte le bocche.

 

Schiudono sillabe e vocali,

fantasiosi segni inregolari

che all’aria e alla storia

rendono giusto peso alla parola.

 

(le labbra)

sottili

poi carnose

ridicole o invidiose

A cuore

o larghe a rana

quadri di saggezza,

a volte una certezza.

 

Poi indomito è il passaggio

tra labbra superiori.

tese a gran coraggio

e inferiori silenziose

da saggio

 

Labbra,

finestre da osservare

rivoluzioni in atto

da cui non puoi scappare.

 

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Turbante con bocche- Dipinto di Sonia Ceccotti

Dopinto di Sonia Ceccotti

 

 

 

 

 

Navigazione articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: