SCRIPTUMSLAM

Sullo sfondo accade di tutto di Valentina Gaglione

Archivio per il tag “Bologna”

Presentazione-performance della raccolta poetica “Illusion my religion P.O.P poetry”

Presentazione-performance della raccolta poetica “Illusion my religion P.O.P poetry”.

Annunci

Letteratura necessaria- Azione n 22- Il Baratto- Valentina Gaglione legge Cesare Pavese

Valentina Gaglione e Marco Milone interpretano Francesca del Moro – Letteratura necessaria-

Enea Roversi legge Valentina Gaglione – Il Baratto letteratura necessaria

Enea Roversi legge Valentina Gaglione – Il Baratto letteratura necessaria

Nessuno tocchi la bellezza

Urgenza del nostro tempo

è il tempo stesso

Accessorio da rinnovare, è la purezza

Cornice…

la commozione

E ti voglio raccontare

di milioni di occhi

e infiniti punti di vista

spostati

oltre i limiti di luoghi dove agire

Corpi dipinti nell’atrio della luce

regolano umiltà millenarie,

da abbandonare

Piuttosto mai più sopperire

a regole papali o intrighi reali

Ma guida è la stanchezza

femmina che strazia

che non lascia spazio per respirare

o per il lancio lontano del fardello,

in cambio di un jazz

Murata leggerezza

da medaglie al petto e guerre interiori,

lasciaci ancora tacchi e fruscianti chifon

sporchi di bellezza popolare

senza alcuna ipocrisia.

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Alter ego

Pesante sullo stomaco

s’indurisce il petto.

Pietra lavica in memoria

nera più delle domande di ora

Mi sfiora appena la relatività del tutto

soffi di alter ego si prendono il  mio tempo perfetto

Due voci rimbombano

sfocate

prive di bene o male

Nessuna presunzione

a contendersi giustizia.

Osservo il mio senso cininico di sfuggita

nello specchio delle maledette allodole.

Questa sofferenza

regala pioggia al cielo e nubi sul capo,

acqua alla terra

e stupide mani con cui accarezzarsi.

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Ti lascio (il malloppo) – Poesia blues

Ti lascio il racconto di mio nonno

che beve acqua tonica

davanti ad un bar di pietra lavica

Ti lascio, ti lascio, ti lascio statica

E una canzone pomeridiana

di quelle senza siesta

cantata da un ragazzo fuori posto

e dal calzino basso

Ti lascio, ti lascio, ti lascio all’osso

E l’evidenza dei complessi

l’estirpazione dalle origini

la noia sulla riva del successo

il fiore smunto che ti vivrà accanto

Ti lascio, ti lascio, ti lascio senza incanto

E l’unghia spezzata della velina

la tv satellitare e mille sogni impolverati

in cantina

si in cantina

Ti lascio, ti lascio, ti lascio in cantina

si in cantina

Ti lascio, ti lascio, ti lascio in cantina

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Navigazione articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: